Amplificatore a valvole con ECL82


Questo post è stato scritto in collaborazione con Mauro de Cristofori, nostro cliente e da sempre appassionato di audio, che ringraziamo per la grande disponibilità. Sul fatto che le valvole trovano degno utilizzo in amplificatori di potenza per audiofili vi è poco da dubitare, erroneamente però si ritiene sovente che essendo questi componenti di lungo corso ogni possibile configurazione circuitale è oramai ben conosciuta e sviscerata in ogni suo aspetto. In realtà spazio per sperimentazioni ve ne è ancora, l'importante si dimostra la voglia di mettere mano a concetti poco sfruttati per tradurli in uno schema con il quale poter intervenire, nel tempo, con le modifiche e gli aggiustamenti del caso. E' il progetto che qui descriviamo, si tratta della variante modernizzata di un circuito proposto in origine dalle pagine della rivista RkE sul finire degli anni '80. Nella sostanza propone uno disegno classico, si osservi la figura 1, con due triodi impiegati come stadi di guadagno in serie che di seguito pilotano uno stadio di potenza realizzato tramite il push-pull di un paio di pentodi.

Schema dell'amplificatore con due valvole ECL82

Figura 1: Schema dell'amplificatore con due valvole ECL82

Il numero di elementi circuitali richiesti non è elevato. Ciò è utile a ridurre il costo dell'amplificatore che si presta, assieme ad altre ragioni che illustreremo di seguito, ad essere costruito anche dai neofiti non essendovi parti critiche per reperibilità ed installazione. Questa la lista dei componenti.

ComponenteValoreNote
R1470 Ω1/2 Watt
R215 KΩ1/2 Watt
R347 KΩ1/2 Watt
R41 MΩ1/4 Watt
R515 KΩ1/2 Watt
R647 KΩ1/2 Watt
R71 KΩ1/2 Watt
R81 MΩ1/4 Watt
P1470 KΩPotenziometro logaritmico
T1470 ΩTrimmer o potenziometro, 1 Watt
C147 nFA film, 200 Volt
C210 uFElettrolitico, 50 Volt
C322 uFElettrolitico, 200 Volt
C422 uFElettrolitico, 200 Volt
C547 nFA film, 200 Volt
C647 nFA film, 200 Volt
C747 uFElettrolitico, 200 Volt
TR1- - -Trasformatore per banda audio, rapporto secondario/primario circa 500:1, 10 Watt
V1ECL82Triodo-pentodo, zoccolo Noval-9
V2ECL82Triodo-pentodo, zoccolo Noval-9

Alcuni accorgimenti in questo circuito non sono tradizionali. Intanto il tipo di valvola ed il suo uso, si tratta di un tubo ideato per le TV e che oggigiorno, grazie alle molte fonti online, risulta reperibile senza particolari difficoltà. Inoltre nella applicazione che stiamo descrivendo la ECL82 si dimostra una scelta che aggiunge robustezza all'amplificatore poichè viene usato ad una tensione anodica molto più bassa di quella che è in grado di gestire. Un problema dei circuiti con valvole termoioniche difatti concerne le alte tensioni in gioco, potenzialmente letali e dunque non le più amate dagli autocostruttori che devono metterci letteralmente la mano. In questo schema per minimizzare pericoli fisici e stress elettrici le tensioni di alimentazione sono relativamente contenute. La Va1 che fornisce l'anodica per gli stadi di guadagno a triodi è di 100 Volt, la Va2 che invece fornisce l'anodica alla sola sezione di potenza a pentodi è di 110 Volt. Riguardo l'alimentazione come avrete notato non abbiamo disegnato il circuito che prevede trasformatore di rete, raddrizzatore, filtro e resistenze dummy. Allo stesso modo mancano nello schema le linee di alimentazione per i filamenti delle valvole. Questo post, che data la brevità non può certo essere un trattato di elettronica, difatti viene indirizzato a coloro che già conoscono le basi della materia e che sono in grado di integrare gli elementi di contorno all'amplificatore vero e proprio. Tornando alla ECL82 ricordiamo che internamente risulta composta da due sezioni del tutto indipendenti, un triodo ed un pentodo. Questa combinazione ci è comoda poichè riduce il numero di valvole necessarie all'obiettivo di progetto. In altre soluzioni si avrebbe potuto impiegare un doppio-triodo per la sezione di guadagno e due pentodi per quella di potenza. Tre tubi a vuoto complessivamente, con la configurazione qui presentata ne bastano invece solo due.

Altro aspetto non tradizionale concerne la sezione di input del push-pull. Per operare il circuito push-pull richiede che i due componenti attivi, i pentodi, vengano pilotati da segnali di ingresso in controfase. Normalmente ciò è realizzato con un opportuno stadio a triodo con doppia uscita, sul catodo e sull'anodo, oppure per mezzo di un trasformatore con presa centrale. Qui si mette in pratica un diverso approccio, la griglia della valvola V1a riceve il segnale direttamente dal precedente stadio preamplificatore mentre il catodo risulta connesso a massa per mezzo della resistenza T1 (un trimmer in realtà) senza però alcun condensatore di by-pass. La valvola V2b all'opposto ha la griglia a massa e condivide la tensione di catodo dell'altro pentodo. Di fatto il pilotaggio risulta in controfase, come desiderato, semplificando però in modo rilevante la rete di accoppiamento tra preamplificatore e finale di potenza. Tale stratagemma circuitale è un po' il fulcro dell'amplificatore ma porta con se un lato negativo, per funzionare in modo bilanciato si deve predisporre il corretto valore della T1. Per tale ragione questo elemento è regolabile, in fase di test si dovrà ruotare il suo perno fino ad ottenere il massimo bilanciamento corrispondente alla minima distorsione della forma d'onda in uscita. Come intuirete una taratura di questo tipo non risulta adatta ad apparati commerciali, per costruzioni amatoriali invece offre la possibilità di giocare con l'amplificatore traendone la soddisfazione di una reale personalizzazione.


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