Cercare assorbimenti anomali su uno smartphone


Questa pagina, un estratto di "Il Manuale Pratico del Riparatore Smartphone" di cui trovate il link a seguire, tratta l'utilizzo di un alimentatore da laboratorio nelle fasi di riparazione a livello hardware dei cellulari per cercare cortocircuiti o assorbimenti anomali che spesso sono causa di scarsa durata della batteria, della mancata accensione dello smartphone o di altri problemi.

L'alimentatore che prendiamo come esempio è un BAKU modello BK 305D, la cui tensione in uscita può essere variata da 0 Volt fino a 30 Volt. La massima corrente prelevabile è di 5 Ampere. Ovviamente, lavorando con i cellulari, la tensione in uscita deve essere di circa 4.2 Volt, vale a dire quanto una batteria a piena carica. I comandi di destra servono per aggiustare la tensione in uscita ed il display per controllarne visivamente il valore. Quelli di sinistra riguardano la corrente.

I potenziometri sono due per la sezione voltaggio e altrettanti per quella dell'amperaggio in quanto uno serve per una regolazione "grossa" e l'altro per una più "fina" cioè più accurata. Se il massimo dell'erogazione è di 5 Ampere, regolando il potenziometro a metà, l'alimentatore sarà in grado di mettere a disposizione 2,5 Ampere; se l'assorbimento dell'apparecchio collegato fosse superiore l'alimentatore lo segnalerà tramite un led e porterà la tensione a zero.

Uno smartphone, quando gestisce applicazioni pesanti ed il microprocessore è molto "impegnato", può assorbire anche un ampere. (Dipende dai modelli). E' ovvio che l'uso dell'alimentatore non è una bacchetta magica e dirci dove con certezza dove si trovi il guasto, ma è sicuramente un ottimo ausilio per restringere il campo d'azione nel quale si nasconde il difetto.

L'alimentatore serve per rimpiazzare solo momentaneamente la batteria, la quale fornisce energia al telefono. Un cliente, porta in laboratorio un cellulare lamentando che si scarica molto velocemente. Collegandolo all'alimentatore si può scoprire se il pulsante dell'accensione è in buono stato, se consuma al momento della connessione anche se è spento, ecc. Infatti la richiesta di corrente è anomala, in quanto lo smartphone assorbe da spento circa 1 Ampere. Nessun dispositivo può consumare un Ampere da spento e nel "nostro" caso questo consumo anomalo è fisso: troppo alto! Un assorbimento così, come ripetiamo, può registrarsi solo quando il dispositivo è acceso e sta gestendo applicazioni impegnative per il microprocessore, il quale richiede molta energia. Pertanto ci troviamo di fronte ad un guasto di un circuito e l'assorbimento scarica rapidamente la batteria. (continua)


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